
Ho deciso di tornare in politica dopo dieci anni di assenza dalle Istituzioni, per rappresentare il disagio di migliaia di cittadini di vivere in una Regione in cui per troppo tempo si è stati costretti a tollerare le peggiori nefandezze nel silenzio e nell’indifferenza generale, scambiando diritti inalienabili per favori, e veri e propri crimini per bazzecole.
Il ritardo di 8 anni nell’approvazione della rete delle malattie tempodipendenti è uno scandalo senza precedenti: hanno cancellato dagli Ospedali pubblici tutti i posti letto per la cura di malattie salvavita, assegnandoli in regime di monopolio a strutture private accreditate sprovviste però di Pronto soccorso per garantire l’emergenza-urgenza, senza sottoscrivere accordi di confine con i centri delle regioni limitrofe, senza attivare l’elisoccorso e affidando al destino la cura dei malati politraumi.
Mi chiedo come sia possibile che di questo inadempimento ignobile nessuno sia stato ancora chiamato a rispondere di fronte alla Giustizia, nonostante episodi clamorosi nei quali sono emerse in tutta la loro tragicità le falle di un’organizzazione sanitaria folle, già censurata dal Tar Molise con sentenza passata in giudicato.
Per questo, la decisione di Costruire Democrazia e del Cantiere Civico di lanciare una class action pubblica ai sensi del d.lg. 198/09 per ripristinare il diritto di tutti i molisani ad una sanità che ti salvi la vita e non ti condanni a morte, è una di quelle iniziative alle quali attribuisco il senso più profondo e nobile del mio ritorno all’impegno politico.
Ora basta, è il momento di reagire. Lo stiamo già facendo e non arretreremo di un millimetro.